domenica 6 febbraio 2011

CUCINA ZINGARA: LA GIBANICA

Si pronuncia GHIBANIZZA, se cercate in rete trovate le ricette di un dolce, una specie di strudel di sfoglia o pasta fillo, ripieno di mele ricotta e altri ingredienti che variano secondo le zone geografiche.
E' un dolce tipico triestino, ma si cucina anche in Slovenia, in Austria e in altri paesi da quelle parti.
La GIBANICA che ci hanno insegnato le ragazze zingare è invece una focaccia salata, questa che vedete nella foto è il risultato finale.
Si impastano acqua farina e sale con una dose minima di lievito di birra. Per intenderci deve avere la consistenza di una pasta per pizza. Si lascia riposare per circa mezz'ora in un posto caldo e umido, coperta da un panno.
Poi si stendono due sfoglie molto sottili, nella foto seguente la sfoglia viene adagiata su una tovaglia, per poterla arrotolare meglio.

Si farcisce la sfoglia con un impasto di formaggio feta, ricotta e yogurt bianco
Qui sotto un'altra sfoglia a cui è stata aggiunta carne tritata (manzo, maiale o tutte e due) rosolata precedentemente in padella con cipolla, aglio e peperoncino.
Per il ripieno ci sono versioni diverse, con spinaci, patate, o altre verdure.
Si arrotola una sfoglia a cilindro, aiutandosi con la tovaglia.

Si posa il cilindro nella parte centrale della teglia, dandogli una forma a spirale.

Si aggiunge la seconda sfoglia intorno alla prima.
Si cuoce in forno a 180° per circa 45 minuti, o fino a quando la superficie è dorata. Si mangia calda, ma è passabile anche fredda.
Questa focaccia ha un gusto particolare che mi ricorda alcuni piatti arabi. Ho assaggiato questa GIBANICA che vedete nelle foto e per i miei gusti c'era troppo aglio ed era troppo piccante, come sono spesso i piatti della cucina zingara.
Se volete provarci, come ho fatto io a casa, regolatevi secondo il vostro gusto.


























5 commenti:

Barbara ha detto...

Splendida! Acqua e farina in che quantità per favore? Grazie!

mariangela ha detto...

CIAO BARBARA
LE RAGAZZE ZINGARE VANNO "A OCCHIO" E NON SAPEVANO DARMI LE QUANTITA'. PARE CHE NEI CAMPI NOMADI, LE BILANCE NON SIANO MOLTO USATE.
IO MI SONO REGOLATA CON LA RICETTA DELLA PASTA PER PIZZA, LASCIANDOLA LEGGERMENTE PIU' UMIDA.

Giovanna Nigi ha detto...

Ma possibile che si deve lavorare in cucina con i guanti di gomma? le mani, signori, riscopriamo le mani, meravigliose, saporite, piene di energia buona: mia nonna non permetteva a nessuno di "maneggiare" la sua insalata, e dopo averla condita, la "maneggiava" con le mani, appunto! La cucina si fa con le mani, i guanti vanno bene per gli infermieri, non se ne può più di questo falso concetto di pulizia che ci sta privando del vero senso della cucina: non c'è bisogno di fare la sfoglia con i guanti, per cucinare pulito e bene! Comunque la ricetta l'ho provata oggi nel corso di un menu zingaro che ho offerto ai miei ospiti ed è sensazionale, come tutto quello che è frutto di contaminazione, scambio, arricchimento...

mariangela ha detto...

HAI RAGIONE GIOVANNA, PENSO CHE BASTI LAVARSI BENE LE MANI.
MA IN CARCERE E' NECESSARIO OSSERVARE ALCUNE REGOLE PER EVITARE LA DIFFUSIONE DI COSE FASTIDIOSE (dal raffreddore ai pidocchi a cose anche piu' gravi)
TIENI CONTO CHE A VOLTE ARRIVANO RAGAZZI/E O BAMBINI IN CONDIZIONI IGIENICHE DISASTROSE.
NEL NOSTRO PROGRAMMA DOBBIAMO ANCHE INSEGNARE ANCHE ALCUNE REGOLE, PER NOI BANALI, MA SPESSO PER LORO SCONOSCIUTE, PER ESEMPIO LAVARSI LE MANI DOPO ESSERE ANDATI IN BAGNO.GRAZIE PER AVER VISITATO IL NOSTRO BLOG

Anonimo ha detto...

La gibanica non è zingara ma e serba